Leonforte

Il nostro itinerario inizia dal comune di Leonforte, e precisamente, dalle fonti d’acqua. La Fontana delle Ninfe,

  • Fontana delle Ninfe
  • Fontana delle Ninfe con panorama

sita nell’omonimo giardino, sulla via Granfonte, in stile barocco, mostra due statue: a sinistra della fontana il dio fluviale Crisa, è la personificazione del fiume omonimo, le cui acque alimentavano la fontana attraverso la bocca del leone e venivano poi raccolte in una vasca un tempo guarnita con piastrelle in maiolica.

  • Leonforte - Fontana delle Ninfe- dio Crisa
  • Proserpina
  • Leonforte - Fontana delle Ninfe – bocca del leone
  • RIC_1424

A destra è visibile la Dea Persefone o Proserpina per i latini. Nel ciclo mitologico greco-romano assicurava il ciclo delle stagioni, della morte invernale e della rinascita primaverile sotto gli auspici della madre Demetra, dea protettrice delle messi.

Un connubio inscindibile: il grano simbolo della rinascita dalla terra, come Proserpina nacque da Demetra; l’acqua è movimento, impeto, iniziazione, vita, Crisa, che alimenta la terra.

Accanto alla fontana delle Ninfe, troneggia, sull’omonima via, la stupenda fontana Granfonte, sempre in stile barocco.

  • Leonforte - Granfonte – sulla via omonima
  • Leonforte -  Granfonte – vasche di raccolta e cannoli di bronzo
  • Leonforte - Granfonte – particolare
  • Leonforte - Granfonte – particolare
  • Leonforte - Granfonte – canalizzazione laterale in pietra
  • Leonforte - Granfonte – antico lavatoio

Dai 24 cannoli di bronzo, sgorga ininterrottamente l’acqua che viene raccolta in piccole vasche, e poi, attraverso varie condotte in pietra, scorre lungo la valle, alle spalle della Granfonte che, un tempo, alimentava, a cascata, i mulini sottostanti.

Pianificata per dissetare uomini ed animali, fino alla prima metà del ‘900 fu utilizzata anche come lavatoio pubblico. Frontalmente, è possibile ammirare, attraverso gli archi che la adornano per tutta la sua lunghezza di oltre 24 metri, il panorama sottostante.

Attraversando l’arco ovvero porta Palermo, ci troviamo su una “regia trazzera” che, un tempo, conduceva a Palermo. Dopo pochi metri, si nota la torre del mulino Soprano che domina la Valle dei Mulini sita in Contrada Dimetri.

  • Leonforte - Porta Palermo – ingresso su regia trazzera
  • Regia Trazzera Palermo
  •  Leonforte - antico lavatoio visto dalla Porta Palermo
  • Leonforte - Mulino Soprano – ruderi della torre

Per immaginare la composizione delle canalizzazioni che alimentavano i mulini della vallata, alle spalle della Granfonte, occorre uscire da Porta Palermo e imboccare a sinistra la Strada Provinciale 39. A pochi km, una stradella vi conduce alla Valle dei mulini sita nella contrada Rocca Di Metri da dove potete ammirare in alto: il palazzo Branciforti e la Granfonte nella loro maestosa bellezza, il paese, parte delle canalizzazioni, le acque che scendono a valle, che a tutt’oggi, servono per l’irrigazione delle campagne circostanti. In basso si scorgono i resti del mulino del Piano, avvolto nella ricca vegetazione. Alle vostre spalle, si erge la Rocca Di Metri ovvero la Rocca di Demetra, in onore della dea.

Più avanti, in contrada Noce, raggiungibile attraverso la SP 39, posto su una posizione dominante la rigogliosa contrada, si raggiungono i ruderi del mulino Noce: un pezzo di canalizzazione e la torre.

  • Leonforte - canalizzazioni e Valle dei Mulini sullo sfondo
  • Leonforte - Valle dei Mulini e canalizzazioni dietro la Granfonte
  • Veduta di Leonforte dalla Valle dei Mulini – ruderi di canalizzazione
  • Leonforte- Panorama
  •  Leonforte – Mulino del Piano ruderi della torre
  • Leonforte – Mulino del Piano con Paese sullo sfondo
  • Leonforte - Valle dei Mulini – Rocca dimetri
  • Leonforte –Mulino Noce ruderi della torre e parte delle canalizzazioni

Dirigendoci nella statale 121, direzione Enna, prima di visitare l’ultimo reperto storico dei mulini ad acqua, di Leonforte, in ordine di percorso, potrete ammirare la Riserva Naturale Orientata del Monte Altesina e il lago Nicoletti.

La Riserva Naturale Orientata del Monte Altesina

  • Leonforte - Riserva Naturale Orientata Monte Altesina

La Riserva Naturale Orientata del Monte Altesina estesa nel territorio dei comuni di Leonforte e Nicosia”, fu istituita per tutelare le interessanti formazioni boschive e l’avifauna. La Riserva ha una notevole importanza anche dal punto di vista archeologico poiché conserva testimonianze risalenti all’età del bronzo. Nell’area è possibile effettuare escursioni in bici a piedi e a cavallo e, seguendo le indicazioni, potete accedere all’area del birdwatching. L’ambiente favorevole, oltre a consentire la riproduzione di alcune specie, ne salvaguarda altre a rischio di estinzione.

La fauna:

lepre (Lepus corsicanus), , l’Istrice (Hystrix cristata), la Donnola (Mustela nivalis) e il Gatto selvatico (Felis silvestris), unico esempio di felino allo stato libero della fauna italiana, il Riccio (Erinaceus europaeus) e il Quercino (Elydis quercinus), il Topo selvatico (Apodemus sylvaticus), l’Arvicola del Savi (Microtus savii) e varie specie di topolini del genere Mus, l’Aquila Del Bonelli (Hieraetus fasciatus), il Falco pellegrino (Falco peregrinus), prediletto dall’imperatore Federico II di Svevia, la Poiana (Buteo buteo), il Gheppio (Falco tinnunculus), il Falco pecchiaiolo ( Pernis apivorus), il Nibbio bruno (Milvus migrans), lo Sparviere (Accipiter nisus); l’Assiolo (Otus scops), la Civetta (Athene noctua), l’Allocco (Strix aluco) il Gufo comune (Ario otus), il Barbagianni (Tyto alba), l’Upupa (Upupa epops), l’Usignolo (Luscinia megarhynchos), la Cinciarella (Parus caerulus), la Cinciallegra (Parus major), l’Averla piccola (Lanius collurio), la Capinera (Sylvia atricapilla), l’Averla capirossa (Lanius senator), ilPicchio rosso maggiore (Picoides major), la Gazza (Pica pica), la Coturnice (Alectoris graeca), il Corvo imperiale (Corvus corax), la Ghiandaia (Garrulus glandarius), lo Storno nero (Sturnus unicolor), il Verdone (Carduelis chloris) e il , il Ramarro occidentale (Lacerta bilineata), il Gongilo ocellato (Chalcides ocellatus) e il Geco (Tarentola mauritanica), la Campestre (Podarcis sicula) e la Wagleriana (Podarcis wagleriana), il Biacco (Hierophis viridiflavus), la Vipera comune (Vipera aspis), la Biscia dal collare (Natrix natrix) e il Saettone (Elaphe lineata), il Rospo comune (Bufo bufo) e lo smeraldino (Bufo viridis), la Raganella (Hyla arborea).
Tra gli insetti: il Grylloderes brunneri, la Pholydoptera femorata, il Trypocopris pyraeneus cyanicolore il Cymindis axillaris .

La Flora:

Ginestra dei Nebrodi (Genista aristata), Ginestra odorosa (Spartium junceum)., Perastro (Pyrus communis), Prugnolo (Prunus spinosa), Leccio (Quercus ilex), querce Quercus pubescens, e Quercus dalechampii, Quercus virgiliana e pochi esemplari di Sughera (Quercus suber).
Il sottobosco: il Prugnolo (Prunus spinosa), lo Spazio villoso (Calicotome villosa), il Pungitopo (Ruscus aculeatus), la Pulicaria (Pulicaria odora), la Salsapariglia (Smilax aspera) e l’euforbia (Euphorbia characias). il Tamaro (Tamus communis) e l’edera (Hedera helix). Tra le specie erbacee: il ciclamino napoletano (Cyclamen hederifolium), l’Avena (Arrhenatherum sp.), l’Aplenio maggiore (Asplenium onopteris), il Cerfoglio meridionale (Anthriscus nemorosa). il Camedrio siciliano (Teucrium siculum), specie endemica della Sicilia, i Rovi (Rubus ulmifolius), la Rosa canina (Rosa canina)e il Biancospino (Crataegus monogyna).

  • papavero

il papavero Rosolaccio (Papaver rhoeas) il Giaggiolo di Sicilia (Iris pseudopumila) e la Bellavedova (Hermodactylus tuberosus), il Colchico di Bivona (Colchicum bivonae), l’Anemone fior di stella (Anemone hortensis), l’Asfodelo mediterraneo (Asphodelus microcarpus), il Ciclamino napoletano (Cyclamen hederifolium), il Ciclamino primaverile (Cyclamen repandum), l’Acanto spinoso (Acanthus spinosus), l’Asfodelo giallo (Asphodeline lutea), il Lampagione (Muscari comosum) e il Narciso selvatico (Narcissus poeticus); orchidee (Orchis commutata e Orchis italica).
I funghi: Leccium lepidum, il fungo di Leccio, e Amanita muscaria e Amanita phalloides.

http://www.riserveenna.it/MonteAltesina.aspx

Lago Nicoletti

Proseguendo sulla strada statale 121 direzione Enna, e prima di giungere al lago Nicoletti, in contrada Pirato, troverete i ruderi dell’omonimo mulino, posto a pochi metri dalla strada. Di esso resta parte della torre. Un gradevole fruscio avverte della presenza di acque:
ai piedi scorre il fiume Crisa o Grisà (moderno Dittaino), che si riversa nel lago Nicoletti, una diga artificiale accessibile e navigabile, profondo circa 25 metri e ampio circa 500 ettari.

  • Leonforte – Mulino Pirato ruderi della torre
  •  Leonforte –fiume Crisa
  • Leonforte – Lago Nicoletti
  • Leonforte - Lago Nicoletti - fauna
  • Leonforte - Lago Nicoletti – sci nautico

Le sponde del lago presentano una morfologia alquanto varia: tratti pianeggianti si alternano a tratti molto ripidi; le acque profonde già in prossimità della riva. È raggiungibile dalla statale 121, in prossimità del Km. 97 a circa due km dal mulino pirato. In un’adeguata area attrezzata, gestita dal Circolo nautico tre Laghi, sotto la guida di un esperto, campione europeo di sci nautico, è consentito praticare sport acquatici come la canoa, il surf, la vela. Il lago, utilizzato anche come pista di ammaraggio, ospita un idroscalo che consente il transito di idrovolanti anfibi. Chi ama immergersi nel verde, potrà praticare escursioni nella riserva circostante.

Altri percorsi ed escursioni sono organizzati dalle aziende agrituristiche locali e dal circolo nautico Tre laghi.
Circolo Nautico Tre Laghi | Facebook

Cenni storici

Secondo alcuni storici, nei luoghi circostanti la città attuale, sorgeva l’antica città di Tavaca. Nel periodo della dominazione bizantina, fu edificato il castello di Tavi, attorno a cui si formò un casale. Dal periodo normanno in poi il feudo passò da un proprietario all’altro sino a giungere all’anno 1610, quando Nicolò Placido Branciforte, vista l’abbondanza delle acque, volle fondare il paese, edificando fontane, mulini e ristrutturandone altri già esistenti. Alla città fu dato il nome Leonforte, in omaggio al blasone della casata dei Branciforte (leone rampante che regge lo stendardo con i moncherini delle zampe ed il motto “in fortitudine bracchii tui”). La città si espanse sia dal punto di vista urbanistico-demografico che economico. Nacquero attività artigianali dedite alla produzione di terrecotte, sia per l’edilizia che per usi casalinghi; alla concia delle pelli e alla qualchiera di panni di feltro. Nel 1800 nacque una filanda e aprirono alcune miniere di zolfo. L’agricoltura ebbe anche la sua fetta di mercato, poiché si continuò la produzione del grano, degli altri cereali e dell’olivo.

Da vedere:

Palazzo Branciforti

  • Leonforte – Palazzo Branciforti
  • Leonforte – Palazzo Branciforti - particolare

Iniziato nel 1610 la sua costruzione si protrasse per mezzo secolo. Si presenta imponente che domina la valle sottostante. Fu la dimora del Principe Nicolò Placido Branciforte e nell’Ottocento fu acquistato dai Conti Li Destri. Un crollo avvenuto negli anni Cinquanta, ha cancellato l’ala est, oggi ricostruita in parte. Dietro il palazzo, a ridosso, la villa comunale Garibaldi, dalla quale si può ammirare il magnifico panorama.

La scuderia

  •  Leonforte – Scuderia

Sulla piazza, dove c’è l’ingresso principale del palazzo, sul lato destro, si erge la scuderia, costruita nel 1640, dove il principe allevava oltre 200 cavalli di razza.

La Chiesa Madre

  • Leonforte - Chiesa Madre

Fu edificata lentamente. Iniziata dal Principe Nicolò Placido Branciforte, fu portata a termine dal quarto principe di Leonforte, Ercole Branciforte. Furono aggiunti: il coro, il transetto e la navata maggiore. L’interno custodisce pregevoli opere, nonchè paramenti sacri realizzati in seta ed oro.

Info Turismo: http://www.comune.leonforte.en.it/Ufficio_Turismo/Ufficio_Turismo.html

Tel.: +39 0935-665154

Strutture ricettive:

Agriturismo Canalotto

contrada Canalotto, SS 121 Km 90,350- GPS n. 37.61865, E 14, 38775 – tel. 0935 904250
http://www.canalotto.it/

Azienda Agrituristica Villa Artemide

S.S.117 km 69.6 – direzione Assoro – tel. 0935 903284
http://www.villaartemide.it
GPS: 37.653274 – 14.414249

Sperone Agriturismo

km 3/VII, a 2 km dallo svincolo Mulinello A19 CT-PA, direzione Leonforte. Cell. 334 202 0729
www.speroneagriturismo.it
GPS: 37°35’13.68″ – 14°24’5.51″E

Azienda Agricola Samperi

contrada Samperi S.S. 121 – km 91,100
Tel: +39 0935 1976007 – cell.: +39 338 9110383
http://www.aziendasamperi.com

Bed & Breakfast Pokerdassi

Corso Umberto,574 – cell. 328 9479291 tel. 0935 902415

Strutture di ristorazione:

MAKUMBA PIZZERIA

Corso Umberto, 500- tel: 327 3370389

PIZZERIA RISTORANTE LA PIRAMIDE

V. Pirandello n. 26, – tel: 334 9867367,0935 902121

KETTY BAR DI LEONFORTE ANDREA PIZZERIA – TAV. CALDA

Corso Umberto n. 460/462, – tel: 339 8686622,338 3988316

D’ALOTTO CARMELO PANINOTECA JOICE

Corso Umberto, 440 – tel: 0935 905277

Come arrivare

da Palermo:

In Auto: Prendere l’Autostrada A19 Palermo-Catania, e successivamente uscire a Mulinello, immettersi sulla Sp 7A e poi sulla SS121, seguire le indicazioni per Leonforte – Km 13.

In Aereo dall’aeroporto Falcone Borsellino: prendere l’autostrada A29 e seguire le indicazioni per l’autostrada A19 Palermo-Catania e successivamente uscire a Mulinello, immettersi sulla Sp 7A e poi sulla SS121, seguire le indicazioni per Leonforte – Km 13

In Treno: Prendere il treno che segue la tratta Palermo-Catania, e successivamente scendere alla stazione di Leonforte Pirato.

da Catania:

In Aereo dall’aeroporto Fontanarossa: prendere uno degli autobus messo a disposizione che collega l’aeroporto a Leonforte.

In Auto dall’aeroporto: imboccare la SP69, poi la SP70 direzione A18- A19 Palermo-Catania Prendere la tangenziale E 45 in direzione E932 – A19 – PALERMO

In Treno: Prendere il treno che segue la tratta Palermo-Catania, e successivamente scendere alla stazione Pirato di Leonforte.

FESTE E SAGRE

La Madonna del Carmelo a Leonforte è celebrata il 16 agosto anziché il 16 luglio poiché, nel passato, i contadini, erano impegnati nei campi per la raccolta del grano e non potevano partecipare ai festeggiamenti.

Il giorno della festa, si porta in processione la statua della Madonna col beato Simone Stock. Essa è collocata su un preziosissimo fercolo in argento. La festa patronale si conclude il 23 agosto giornata in cui vengono celebrate sante messe, e alla sera la Madonna viene salutata sul sagrato dal popolo, con il tradizionale sventolio dei fazzoletti bianchi, prima che venga riposta nella Chiesa Madre.

Le Tradizioni popolari

La Sagra delle Pesche e dei Prodotti Tipici

La manifestazione a ricorrenza annuale, si svolge il primo fine settimana di ottobre, nel centro storico. L’intento dell’evento è quello di promuovere e valorizzare i prodotti tipici di Leonforte: la pesca, la fava larga e altri prodotti di nicchia, come la lenticchia nera, il miele biologico, e manufatti artigianali. Nel corso della manifestazione vengono allestite aree per la degustazione dei prodotti, per rappresentazioni canore folkloritiche e teatrali.

Per maggiori informazioni: www.sagradellepesche.it

La Festa di San Giuseppe

L’Artara di San Giuseppe a Leonforte è una tradizione che si tramanda da ben 400 anni. La manifestazione si svolge a partire dal 18 marzo con numerose Tavolate sparse in tutto il territorio comunale in segno di devozione al santo ma anche per gustare l’enogastronomia tipica del paese, distribuita gratuitamente: vini, cardi, sfingi, finocchi, e, principalmente il famoso pane benedetto chiamato “pupidduzzi”. Nelle vetrine vengono allestiti altarini votivi a San Giuseppe e sin dalle prime ore del pomeriggio e per tutta la notte fino alle prime luci dell’alba, gruppi di fedeli, festosi, si riversano per le strade di Leonforte alla ricerca degli altari realizzati da chi ha fatto dei voti.

L’accoglienza e la gioia profusi, l’abbondanza dei prodotti offerti, la varietà del pane nelle sue forme più originali, e il rito della “partecipazione dei santi” rappresentati dai cittadini, ai quali verrà distribuito quello che viene esposto sull’altare, rendono molto suggestiva la festa di San Giuseppe. Un tempo, i “santi” venivano scelti tra le famiglie più povere per dare loro la possibilità di provvedere, almeno per un periodo di tempo.

Il Venerdi Santo

Il Venerdi Santo così come la settimana Santa, celebrata nel comprensorio di Enna, sono manifestazioni molto sentite e ben rappresentate, dove le confraternite rivestono un ruolo importante nelle varie fasi della passione di Cristo e della Sua resurrezione.

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