I mulini ad acqua

La molitura del grano ha origini sin dalla notte dei tempi. In Sicilia, fu introdotto il sistema dei mulini ad acqua (molae aquarie) ed in special modo nell’ennese, poiché l’abbondanza delle acque era tale che poteva essere sfruttata come forza motrice.

I mulini del territorio furono costruiti lungo i fiumi, a cascata, sfruttando la forza dell’acqua e furono concertati a ruota orizzontale, poiché utilizzavano una portata d’acqua limitata, in quanto, i fiumi siciliani, essendo a carattere torrenziale, la ruota orizzontale funzionava anche quando i livelli dell’acqua erano bassi.

Alcuni dei mulini dell’ennese furono costruiti su antichissime strutture già utilizzate come mulini ad acqua, probabilmente costruite dagli arabi che lasciarono, in tutta la Sicilia, ingegnosi sistemi idrici, ancora visibili.

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Le vallate che accoglievano numerosi mulini, erano molto transitate come veri agglomerati industriali dell’epoca, in quanto, il mulino non va visto isolato ma insieme al fiume, alle canalizzazioni, alle regie trazzere che si snodavano funzionanti e ben mantenute, poiché possiamo equipararle alle autostrade odierne ed infine, al commercio che si sviluppava tutto intorno. Il mulino aveva un fascino anche sociale, poiché era un punto di incontro tra i mugnai, i garzoni, i contadini, creando contatti tra le popolazioni rurali che vivevano nelle isolate ed immense campagne.

In un contesto globalizzato da uno strano ed incomprensibile marketing, diremmo anche, esasperato, aggressivo e pressante, troviamo, nella regione Sicilia, ancora chi è ancorato a produzioni di prodotti artigianali e di nicchia che si fanno forti dei prodotti regionali. Altro aspetto, non secondario, è la memoria storico-sociale della vita propria delle campagne, che ha caratterizzato il mondo rurale, che, per millenni, è stato alla base della vita della Sicilia.

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Con questo itinerario, inoltre, vogliamo coinvolgere i minori che da una recente indagine, non sono consci di dove arrivano i prodotti primari della dieta quotidiana. Ciò rende invano lo sforzo attuato contro l’obesità degli adolescenti, se non si offrono le conoscenze adeguate. La Sicilia, grazie alla sua posizione geografica e condizioni climatiche, offre prodotti unici e salubri che compongono la pregiata dieta mediterranea, tanto apprezzata dai nutrizionisti. I programmi comunitari tengono in buona considerazione l’agricoltura, ma i paesi più influenti lavorano, spesso, a discapito di quelle regioni più deboli e marginali. Tutto ciò ha portato alla progressiva perdita di competitività produttiva umana, la “falsa” necessità di diffondere i prodotti su larga scala, la miope azione di Marketing che non considera il mercato interno, in particolare quello a Km zero. Questi minimi e appena accennati, punti di debolezza del mercato agro-alimentare, e non solo siciliano, ci danno ragione per la scelta da noi fatta, di proporre un percorso inverso. Così “le vie dei mulini ad acqua” sono il pretesto per recuperare anni di abbandono di interesse della città verso la campagna, causa di quelle disinformazioni letali poiché influenza i nostri stili di vita. La nostra proposta nasce proprio dall’osservazione diretta dell’analisi di vendita e della tipologia di prodotto che si può rintracciare sugli scaffali: Piacentino ennese DOP, Pagnotta del Dittaino DOP, la Pesca di Leonforte IGP, la lenticchia nera, la fava larga ed il riso di Leonforte, ed il ficodindia di Piazza Armerina. E nasce anche dall’osservazione di uno dei più attivi mercati alimentari della Sicilia: quello della pasticceria e della panificazione.

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Pasta, pane e dolci sono il 20% della spesa della popolazione siciliana che, seppur in diminuzione, rappresenta sempre quasi il 10% della popolazione italiana. Per fare ciò occorre grano, farina. E per andare alla ricerca del grano, la nostra Sicilia ha alimentato molti miti, divinità e tradizioni ad esso collegate. Dal tempo dei Siculi e dei Sicani, dei Sicelioti e poi dell’antica Roma, e Cartagine, dei Galli e dei Bizantini, nonché gli Arabi, i Normanni, gli Svevi, francesi angioini, spagnoli catalani, Borboni di Napoli fino al velleitario imperialismo dei primi decenni del XX secolo, la Sicilia è stata considerata vero e proprio granaio di questi popoli.

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Il grano eccellente, cosiddetto “grano duro”, che si è prodotto e si continua a produrre nella nostra terra, non teme confronti per le caratteristiche organolettiche, legate al clima, alla terra, alla sua costituzione genetica. Ricchezza e guerre si sono alternate nel mediterraneo per il domino della terra siciliana ovvero del grano. Il grano è stato fonte di ricchezza per le città che sono fiorite nella nostra isola, fino a porle ai vertici, per grandezza e bellezze di edifici pubblici, privati e religiosi, di tutto il mondo mediterraneo. Il grano è anche alimento sano ed importante per gli animali di allevamento e da latte. Tutto ciò non farebbe pensare minimamente allo spopolamento delle nostre campagne, un tempo considerate granai, dove si avvicendavano laboriosi contadini che tramandavano saperi e tradizioni.

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Purtroppo è avvenuto l’impensabile, generato da diverse cause. Ma gente volenterosa e laboriosa, oggi sta ripopolando le aree destinandole a produzioni di qualità e di nicchia, che il turista potrà trovare sugli scaffali locali. E partendo da quest’ultimo o da un banco di pasticceria o di panetteria che possiamo illustrarne il percorso produttivo e condurre i turisti nelle aziende e nelle campagne a ridosso dei mulini ad acqua, della provincia di Enna, che pur se ruderi, testimoniano la grande vitalità che si sviluppava intorno ad essi. I mulini dell’ennese, poco conosciuti, sono veri e propri gioielli dell’inventiva meccanica ed idrica, che consentiva il loro funzionamento anche nei periodi di magra delle acque, perché azionati da ruote orizzontali; ancora oggi indicano, sul territorio, delle vie e delle contrade tipizzate dalla cultura del grano.

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In questo modo, per rintracciare i mulini, anche quelli censiti solo sulla carta, si è costretti, piacevolmente, ad attraversare campagne, masserie, valli, aree archeologiche che conservano antichi sistemi di molitura, riserve naturali, costeggiare fiumi e laghi, una natura che vi avvolgerà con un dolce abbraccio ed un piacevole profumo. Luoghi dove aleggia il mito di Cerere.