Calascibetta

  • Calascibetta – Mulino San Francesco
  • Calascibetta – Mulino San Francesco
  • Calascibetta – Mulino San Francesco – stemma lapideo
  • Calascibetta – torrente vicino al Mulino San Francesco

In contrada Mancadarso, nel Vallone dei mulini, a ridosso del fiume Morello, si erge il mulino San Francesco. È uno dei pochi opifici sparsi lungo l’itinerario che presenta una struttura ben conservata. Uno stemma lapideo ed il nome, fanno presupporre che fosse gestito dai francescani; oggi è di proprietà di privati.
Più avanti, si ergono i resti del Mulino San Nicola, un tempo alimentato dalle acque discendenti dalla contrada Calcarella, habitat del fiume Salso. Oggi resta solo la parte terminale del canale di adduzione delle acque e la botte. Attorno si estendono campi adibiti alla coltivazione del grano.

  • Calascibetta – Mulino San Nicola
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  • Calascibetta – Mulino San Nicola – torre
  • Calascibetta – Mulino San Nicola – particolare
  • Calascibetta – Mulino San Nicola – torre

Da vedere:

Il villaggio bizantino

  • Calascibetta – Villaggio Bizantino - ingresso

Detto anche il villaggio nella roccia, risale al VI sec. d.C. Sito nel bosco demaniale in Contrada Canalotto, è un insediamento rupestre d’epoca tardo romana-bizantina, poiché i bizantini vi si insediarono nell’anno 535.
Vasto nel suo complesso, si snoda tra i sentieri del bosco demaniale in contrada Canalotto. Dopo un suggestivo percorso, ci si imbatte in un vero opificio rupestre: il Palmento, utilizzato inizialmente per la produzione del vino e successivamente, per la produzione di altri prodotti agricoli è ricavato da un ipogeo funerario del IV-V secolo d. C, dove sono ben visibili due vasche di raccolta e delle nicchie aventi funzioni di scaffali per posizionare oggetti.

La trazzera ci conduce sulla terrazza che si affaccia sulla Valle del Morello e prende il nome dall’omonimo fiume. La terrazza sovrasta la parte più cospicua dell’insediamento rupestre e dalla quale potete ammirare un incantevole panorama e sullo sfondo il lago Nicoletti.

  • Calascibetta – Villaggio Bizantino – terrazza (sullo sfondo, la Valle del Morello ed il Lago Nicoletti)

Sotto la terrazza, più a valle, un sentiero vi permette di osservare un complesso di strutture utilizzate per usi civili, funerari e religiosi; un villaggio nascosto a difesa degli invasori, dove la vita contadina si sviluppava integrata dall’allevamento, dalla trasformazione artigianale dei prodotti, grazie alla conformazione funzionale, naturale del sito. Oltre ai palmenti, vi sono tracce dell’esistenza di mulini: all’interno di uno degli ambienti ritrovati, infatti, la presenza di tagli regolari nelle pareti è da ricondurre all’utilizzazione di macchinari rudimentali, alimentati dall’acqua, per la trasformazione e la lavorazione di prodotti agricoli o di quelli derivati dall’allevamento.
Il bosco che accoglie il villaggio bizantino, vi permette di svolgere escursioni tra i sentieri immersi nella generosa vegetazione.

  • Calascibetta – Villaggio Bizantino – strutture abitative
  • Calascibetta – Villaggio Bizantino – strutture abitative

Necropoli di Realmese

Percorrendo la statale 290, le indicazioni turistiche vi conducono alla Necropoli di Realmese. Il parco archeologico sito a ”Cozzo S. Giuseppe” a circa 3 km a NE del paese, a cui si accede attraverso la regia trazzera Calascibetta-Ganci.

  • Calascibetta – Necropoli di Realmese – ingresso su regia trazzera
  • Calascibetta – Necropoli di Realmese – tombe a grappolo
  • Calascibetta – Necropoli di Realmese – regia trazzera

La Necropoli è caratterizzata da 288 tombe a grotticella, aperte nella bianca roccia calcarea. La Necropoli fu utilizzata per un lungo periodo suddiviso nell’età protostorica (dal IX al VII secolo a.C.) e nell’età arcaica (VII e VI secolo a.C.). Una rete di regie trazzere che si snoda all’interno della necropoli, vi permette di ammirare la conformazione delle tombe dall’esterno e dall’interno.

Grotte di via Carcere

Le Grotte di via Carcere sono abitazioni troglodite risalenti all’epoca del rame. Sono inserite a ridosso delle abitazioni di impianto normanno, nel centro storico di Calascibetta.

  • Calascibetta – Grotte di via Carcere
  • Calascibetta – Grotte di via Carcere
  • Calascibetta – Grotte di via Carcere

Le grotte sono una testimonianza dei primi abitanti che risiedevano sul monte Xibet nelle innumerevoli grotte sparse nell’attuale città, ma che le costruzioni successive hanno in gran parte ricoperto.
L’area medievale di Calascibetta, infatti, nasconde parte delle abitazioni rupestri, che, grazie alla composizione morfologica del monte Xibet, ne permise innumerevoli realizzazioni, per vari usi e dislocati in diversi piani.
Ciò fa rivivere un’atmosfera molto suggestiva, che ci riporta lontano nei secoli.
Ma per rivivere più a fondo l’atmosfera bisogna percorrere le strade medievali che attraversano il paese.

  • Calascibetta – stradine
  • Calascibetta – stradine

Cenni storici

  • Calascibetta – Piazza e Chiesa Madre
  • Calascibetta – scorcio

Calascibetta è una cittadella molto accattivante, sia per l’impianto architettonico del centro storico di stampo normanno per eccellenza, che per i ritrovamenti archeologici di notevole valore.
Essa ebbe dei privilegi che le riconobbero il cosiddetto diritto della “Legazia Apostolica” o “Monarchia Sicula”.

Secondo questo istituto, sorto storicamente, basato su una bolla di Urbano II, del 1098, i re di Sicilia si ritennero legati nati da letere del pontefice e pretesero con ciò che tutta la materia ecclesiastica dell’isola fosse di loro competenza esclusiva.

Sotto il titolo de regia Monarchia, la legatia apostolica fu inclusa nel 1508 da Giovan Luca Barberi nei Capibrevi, raccolta di documenti commessagli da Ferdinando il Cattolico per verificare e rivendicare i diritti della Corona siciliana.  (riferimento: Treccani.it, legatia apostolica, Federiciana 2005 di Salvatore Fodale)

I primi ritrovamenti archeologici risalgono al 1456, ed i reperti sono diffusi in diversi musei siciliani.

La presenza dell’uomo risale sin dall’età del rame, anche se dimore ipogee testimoniano la dominazione dei bizantini, che vi si insediarono nel VI sec. d.C.

Come in tutta l’isola, anche Calascibetta fu luogo di tutte le dominazioni che si sono succedute nei secoli. Nell’anno 851 nasce il quartiere arabo, sul monte Xibet.

Il nome Calascibetta deriva, infatti, dall’arabo “Càlat” rocca fortificata dalla natura, seguito dal nome del monte Xibet.

Agli arabi è riconosciuta la costruzione del sistema idrico detto Quanàt, e di numerose cisterne a caduta scavate nella roccia, ancora visibili ed impermeabili, che raccoglievano l’acqua piovana.
Questa veniva smistata attraverso il quanàt in altre cisterne più piccole, dove era possibile attingere acqua anche da altri pozzi più piccoli.

Con la cacciata degli arabi, si insediarono i Normanni, che lasciarono impronte nell’attuale architettura urbana e monumentale, come la Torre Normanna, legata a Ruggero d’Altavilla.

La tipicità urbana di Calascibetta consiste nelle dodici regie trazzere che partivano dalla città e si snodavano esternamente a raggiera, collegandola con i tre mari di Sicilia. Poiché erano un ottimo mezzo di comunicazione e di commercio, i Normanni ne ripristinarono la viabilità. All’interno del paese è possibile vedere il quartiere ebraico sviluppatosi nel XIV sec.

Strutture ricettive:

Borgo Deodato

azienda agrituristica tra Calascibetta e Villarosa: Contrada San Cataldo, Villarosa (EN)
Tel. 0935 31247 – Cell. 339 5750278
http://www.agriturismoborgodeodato.it/

B&B da Pietro

contrada Longobardi | Strada Statale SS 290 46/III
Cell: 340 276 5763
www.bebaenna.it/

B&B Del Conte

Via Conte Ruggero, 21
Cell: 335 161 9268
www.bbdelconte.com

Strutture di ristorazione

TRATTORIA LA BRACE

Ctr. Longobardi S.S. 290,Km 46
tel: 0935 34699,392 7920458

IL MULINO TRATTORIA PIZZERIA

Via Nazionale 304 – tel: 0935 34097

DANIELE SAVIA MARIA CLELIA- PIZZERIA

Via Roma, 78
tel: 0935 3348

Come arrivare

da Palermo:
• In Auto: Prendere l’Autostrada A19 Palermo-Catania, e successivamente uscire ad Enna, per Calascibetta/Leonforte/Enna ed entra in Strada Statale 117 bis, poi SS121 ed infine SS290.
• In Aereo- dall’aeroporto Falcone Borsellino: prendere l’autostrada A29 e seguire le indicazioni per l’autostrada A19 Palermo-Catania e successivamente uscire a Enna, per Calascibetta/Leonforte/Enna ed entra in Strada Statale 117 bis, poi SS121 ed infine SS290.
• In Treno: Prendere il treno che segue la tratta Palermo-Enna
Da Catania:
• In Auto: Prendere la tangenziale A19 (indicazioni per Tangenziale); uscita Enna verso Strada Statale 117 bis, seguire le indicazioni per Calascibetta/Leonforte/Enna ed entra in Strada Statale 117 bis, poi imbocca SS121, infine, SS290.
• In Aereo- dall’aeroporto Fontanarossa: prendere uno degli autobus che collega l’aeroporto con Calascibetta.
• In Treno: Prendere il treno che segue la tratta Catania- Enna e successivamente scendere alla stazione di Enna, proseguire in autobus SAIS

Feste e sagre a Calascibetta

Festa della Madonna del Buon Riposo

La celebrazione in onore della madonna, si evolve con il Palio dei Berberi, antichissima manifestazione araba che si sviluppa con le gare del palio, corse con i cavalli guidati da esperti cavalieri. Oggi le due manifestazioni si congiungono sotto l’egida della religione cristiana, in onore della Madonna.

Festa di San Pietro in Vincoli a Calascibetta

Festa del Santo Patrono San Pietro in Vincoli la prima domenica ed il successivo lunedì di agosto, a Calascibetta. La festa si svolge prevalentemente nella piazza centrale del Paese, è particolarmente animata perchè, per l’occasione, rientrano gran parte degli emigrati, che approfittando delle ferie estive, rivedono i loro cari, e attira molte persone che vengono dal Capoluogo e dai paesi vicini.

La festa dura tre giorni ed è particolarmente vissuta dalle Confraternite religiose.
Per maggiori informazioni: 
www.comune.calascibetta.en.it

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